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Il turismo enogastronomico sta registrando un interesse sempre maggiore. Se fino a non molti anni fa il girovagare tra cantine e ristoranti aveva l'unico scopo di farsi una bella mangiata, oggi il viaggiator goloso è diventato più maturo e desidera decisamente di più. Buon Viaggio!! |
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Pubblicato: 10 Aprile 2007
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In collaborazione con
Naturalmente Italiano |
La Sicilia nascosta: luoghi, sapori e profumi nel Parco delle Madonie
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La Sicilia "nascosta" è una terra che guarda il mare da lontano, dall'alto di un paesaggio di montagna dove la neve è da sempre amica degli inverni e dove gli inverni sono immersi nella solitudine e nel silenzio delle rocce secolari e dei monti. A chi volesse conoscerla, la Sicilia, rappresentata dal fascino del Parco delle Madonie, offre luoghi, sapori e odori indimenticabili, che parlano, attraverso la loro composizione, di una storia millenaria ancora in grado di stupire. Le Madonie costituiscono una sorta di austero "nord siciliano" in cui l'uomo vive in un armonioso e misterioso contatto con la natura (dimensione oggi più che mai rara). Esse contribuiscono a donarci un profilo più ricco e complesso della Sicilia e dei siciliani. Da sempre votate all'agricoltura e alla pastorizia, queste terre forniscono una tale ricchezza di prodotti e specialità che la cucina madonita ha potuto esprimersi in uno sconfinato repertorio di piatti tradizionali, le cui ricette trovano differenti declinazioni a seconda del luogo. |
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Uno di questi è l'antico "Sciuscieddu" (dalla voce dialettale "sciusciari" ossia "soffiare"), una ricca minestra da servire molto calda, presente sulla tavola degli abitanti delle Madonie in diverse gustose varianti. Doverosa la citazione dello Sciuscieddu di Castelbuono (raggiungibile percorrendo la A20 Palermo - Messina e poi la s.s. 286), preparato con le striscioline di carne di pecora staccate dall'osso che fornisce il brodo, con l'aggiunta di un uovo sbattuto, pecorino siciliano grattato e prezzemolo tritato.
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Un'immensa varietà di odori e sapori attraversa la cucina locale, arricchita da funghi, olio, conserve di produzione locale e dall'immancabile formaggio. "Tuma" se destinato al consumo immediato, "primintiu" dopo la prima stagionatura e "tumazzu" se giunto a stagionatura completa, il formaggio accompagna da sempre la cucina madonita con eccellenti caciocavalli, pecorini, ricotte ed invitanti ricette. Altra segnalazione d'obbligo va al "risu ntianu" (timballo con formaggio) e alla tuma con acciughe che ben si accompagna alla "pittrina cca fasòla" (pancia di pecora, pomodoro, fagioli verdi), piatti tradizionali gustabili nelle confortevoli strutture agrituristiche di San Mauro Castelverde e Geraci Siculo, due piccoli gioielli montani attraversati dalla statale 286. |
Un discorso a parte meritano i dolci; non temono il confronto con le famose cassate ed i cannoli (ripieni con la ricotta locale) i tipici "buccellati", vanto dei comuni di Isnello e Collesano, posti a Nord delle magnifiche spiagge di Cefalù.
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Accanto ai buccellati, che sono dei quadrati di pasta farciti con fichi secchi, mandorle, noci, uva sultanina, vino cotto o miele, cannella e chiodi di garofano, glassati o ricoperti di zucchero a velo, altre eccellenze della tradizione dolciaria sono le "genovesi ripiene di zuccata", le "sfinci" (frittelle) col miele, i "cuccureddi" (biscotti con glassa di zucchero) e lo "sfoglio" (pasta frolla farcita di tuma, zuccata, albumi d'uovo, cacao, zucchero e scorza di limone, cotta al forno e servita fredda) che viene prodotto a Petraia Sottana e Polizzi Generosa, sulla strada statale 120. A conferma del legame che lega il territorio con la tradizione religiosa, ancora oggi, per Pasqua, ogni panificio sforna poi i "Pupi ccu l'ova", pani a forma di pupazzo con inserito al centro un uovo col suo guscio. |
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Nei paesi della costa si fondono i gusti della cucina marinara con quella tradizionale dei centri dell'entroterra. A Tusa, Finale di Pollina e specialmente a Cefalù l'attività artigianale del pesce salato, nei periodi in cui la pesca delle acciughe e delle sarde è più abbondante, costituisce ancora uno dei cespiti dell'economia locale, grazie anche alla presenza della vicina miniera di salgemma di Petraia Soprana .
Ed è proprio il binomio sale-sole che ha da sempre permesso ai paesi della Madonie di conservare molti prodotti agricoli destinati all'alimentazione invernale. Fra questi ricordiamo il succo del pomodoro, che una volta bollito, salato e messo in bottiglia con vari accorgimenti diventa "sarsa", mentre, con una maggiore presenza di sale, dopo essere stato disteso su tavole di legno esposte al sole, diventa "astrattu". Quando è ben concentrato e ha perso gran parte dell'umidità, lo si plasma a forma di pagnotte, le quali, unte con olio d'oliva e avvolte in foglie di alloro, si conservano in "burnìe" di terracotta. Rotelle di zucchine private dei semi e pomodori tagliati a metà, cosparsi di sale, vengono fatti asciugare al sole: anch'essi costituiscono una ghiotta provvista per l'inverno.
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Da assaggiare
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Ostaria del Duomo, via Seminario 5 - Cefalù (PA)
Crapa Licca, c.da Traversa km 15,600 - Ventimiglia di Sicilia (PA)
Santi & Peccatori, via Libertà 221 - Termini Imerese (PA)
Masseria Rossella, c.da Rossella - Piana degli Albanesi (PA) |
Gabbiano, via Libertà 221 - Termini Imerese (PA)
Relais S. Anastasia, c.da S. Anastasia - Castelbuono (PA)
Zagarella Sea Palace, via Nazionale 55 - Santa Flavia (PA)
S. Lucia e le Sabbie d'oro, c.da S. Lucia 113 - Cefalù (PA)
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